La vita confraternale

La vita confraternale prevedeva lo svolgimento di attività collettive di ordine interno, come le celebrazioni religiose e le adunanze, e di altre attività di ordine esterno legate ai doveri di assistenza, come la conforteria e la beneficenza. Diventare confratello significava assumere un impegno oneroso sotto il profilo morale, psicologico, economico e di tempo.

I registri degli obblighi di messe, delle messe avventizie, della messe della domenica , delle messe per i benefattori, come messali e i libretti di preghiere, che coprono un arco cronologico dal 1609 al 1908 e sono custoditi nell’archivio storico della confraternita, testimoniano il grande impegno cristiano assunto. 

Le preghiere erano recitate solitamente in chiesa, altre volte in oratorio, come i requiem per i fratelli e le sorelle defunti.

confratelli partecipavano anche ad un calendario ricco di processioni, la prima delle quali si svolse durante il giubileo del 1500 con la visita alla basilica di S. Pietro durante il venerdì santo; il 1° giorno di Quaresima si recavano alla chiesa di Santa Sabina; una processione era prevista alle carceri in Campidoglio per bruciare i capestri dei condannati a morte il giorno della festa di San Giovanni Battista; infine la processione del Corpus Domini sino alla Compagnia della Pietà dei Fiorentini.

Vi erano, inoltre, processioni occasionali motivate da eventi storici, come quella dalla chiesa di San Marco a quella di San Pietro per implorare la vittoria dei cristiani contro i turchi; la processione voluta da papa Clemente VIII il 7 maggio 1536 per la pace tra l’imperatore Carlo V d’Asburgo e Francesco I, re di Francia, dalla chiesa di dei Santi Lorenzo e Damaso alla chiesa di Santa Maria della Pace.

La maggior parte delle notizie concernenti la vita interna e gli affari della confraternita sono fornite dai registri dei  Libri del provveditore e dai Verbali delle congregazioni della fratellanza, che rappresentano un rigoroso promemoria dell’attività del sodalizio.

Le congregazioni erano organizzate per prendere alcune decisioni riguardanti la vita confraternale, come l’assunzione delle donazioni, il conferimento degli incarichi, l’entrata dei novizi, i negozi da decidere. Si potevano definire generali quando prevedevano la presenza di tutti i confratelli; al contrario erano segrete quando vi potevano partecipare solo una parte degli ufficiali, cioè il governatore, due consiglieri, il provveditore, l’esattore, il camerlengo, lo scrivano e gli operai, per discutere su affari ritenuti rilevanti e delicati nel contenuto.

confratelli erano chiamati a partecipare alle congregazioni ogni domenica, in luoghi che però cambiarono nel corso degli anni: nel 1505 nella chiesa di San Biagio della Pagnotta in via Giulia, nel 1518 nel monastero della Pace in piazza Navona, poi nell’oratorio della Pietà detto di Sant’Orsola, infine nell’oratorio dell’Arciconfraternita; in epoca ottocentesca spesse volte a casa del governatore.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.